Accendiamo il computer e… manteniamo acceso il cervello ! Il caso V838 Monocerotis.

Quante volte vediamo fare degli errori di misurazione, calcolo, rappresentazione, reporting B.I. solo perché è stato usato il computer fidandosi ciecamente del risultato che presenta !
Quando costruiamo i nostri report con stupendi grafici 3D è importante chiedersi se ciò che rappresentano sia corretto dal punto di vista della comunicazione e soprattutto del contenuto, chiediamoci SEMPRE se sia plausibile, in modo da scongiurare eventuali errori di logica, calcolo, raccolta informazioni e/o loro aggregazione, o errori dovuti semplicemente alla sconfinata fiducia nel risultato che ci ha presentato il PC… con noi alla guida !
Sono certo che ognuno avrebbe strafalcioni di questo tipo da raccontare.

Eccovi un esempio che ho scoperto, meno manageriale e più COSMICO… 🙂

Osservate questo affascinante video, molto diffuso in internet, che riguarda la stella variabile V838 Monocerotis:
la dimensione dell’inquadratura è larga circa 8 anni luce (ma tranquilli il video non dura così tanto !).

Tale video è ottenuto con il morphing (una sorta di dissolvenza interpolata) tra 8 immagini scattate nell’arco di 4 anni (2002-2006) dal telescopio spaziale Hubble.

E’ incredibile che persino nel sito dell’HUBBLE stesso e dell’ESA sia descritto come qualcosa di scientificamente rilevante.
in effetti è un video molto intrigante ma è scientificamente sbagliato e a mio parere diseducativo:
chiunque vedendolo direbbe che polvere e gas siano espulsi da una stella centrale e si muovono nello spazio.

RAGIONIAMO

ossia mettiamo il nostro stupendo CERVELLO in modalità ON:

Se la larghezza dell’immagine è di 8 anni luce ed il video è un timelapse di 4 anni, è facile intuire che quella materia appare espulsa più o meno alla velocità della luce… possibile?
Vedo già Einstein fare un viaggio spazio-temporale solo per prenderci a sonore ciabattate.

Lo scienziato che ha fatto/commissionato il video non ha considerato che è l’elaborazione stessa del morphing a generare l’effetto “movimento”, movimento che in realtà non c’è quasi per niente, perlomeno nelle proporzioni mostrate.

Il fenomeno reale è invece molto più affascinante

se vediamo infatti le immagini originali dalle quali è poi stato tratto elaborato il video, si può notare che non è la materia a spostarsi ma la luce, o meglio un “anello di luce” !

Gli astronomi lo chiamano “light echo” perché si tratta di una sorta di enorme lampo di luce che partendo dalla stella centrale rossa V838, si propaga come un anello nello spazio (questo si, alla velocità della luce) illuminando/oscurando zone diverse della materia circostante.
Provate a comparare le immagini originali sotto (private delle alterazioni del morphing) riconoscerete facilmente punti di riferimento che sono praticamente immobili da un fotogramma all’altro.

Immagini della stella variabile V838 nell’arco 4 di anni

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Quindi cari astronomi, la prossima volta usate la più semplice “dissolvenza incrociata” e evitare accuratamente il morphing…!! 😀

Ma il messaggio è per noi managers, controllers, auditors…
quando elaboriamo i dati ad esempio del nostro business, della redemption marketing, di processi industriali, di fenomeni demografici o astrofisici che siano, ed ancora di più quando riguardano elementi di giudizio sul lavoro delle persone, facciamo grande attenzione che:

  • i dati raccolti oltre che apparentemente corretti siano plausibili
  • che le aggregazioni che facciamo siano congrue ed omogenee
  • che non siano introdotti terribili errori a causa degli arrotondamenti
  • che i risultati che presentiamo siano plausibili e coerenti
  • che ciò che stiamo per comunicare sia coerente con i dati

Al minimo sospetto, ricontrollare all’indietro e verificare anche le logiche adottate ed i calcoli, passando e ripassando i dati per la nostra straordinaria materia grigia !

 


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